Pagina:Pirandello - L'Esclusa, 1919.djvu/68

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V.


Lungo lungo, sparuto, dalle gambe sperticate, dal volto sbiancato, pinticchiato di lentiggini, con ciuffetti di peli rossi su le gote e sul mento, Paolo Sistri veniva ora ogni sera a sottomettere all’approvazione dello zio Ajala il rapporto giornaliero dei lavori della conceria.

Dopo circa mezz’ora usciva abbattuto e sbalordito dalla stanza del rinchiuso, e alla zia Agata e a Maria che lo aspettavano ansiose rispondeva ogni volta, piegando da un lato la testa:

— Ha detto che va bene.

Ma dell’approvazione pareva non fosse nè convinto nè soddisfatto, come in sospetto che lo zio lo lodasse per beffa. Si abbandonava su una seggiola, tirava dentro quanto più aria poteva e la soffiava pian piano per le nari, tentennando il capo.

Ormai, sotto l’imbrigliatura d’uomo d’affari, egli aveva rinunziato ad ogni velleità amorosa. Nei primi giorni si mostrò impacciatissimo della presenza di Marta; poi, man mano, si rinfrancò alquanto; parlando, però, si rivolgeva più tosto