Pagina:Pisacane - Saggio sulla rivoluzione.djvu/242

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VII.

Ogni cittadino, il quale trovasi isolato e privo di lavoro, ha il diritto di essere ammesso come socio in quella società di agricoltura e d’industria che da lui medesimo verrà scelta. La forza dell’intera nazione garantisce ad ogni italiano un tale diritto, diritto che rende impossibile la miseria, e forma il cardine principale del nuovo patto sociale.

VIII.

Stabilita la costituzione economica, la politica non offre alcuna difficoltà. Un Consiglio in ogni Comune, un congresso per l’intera nazione, eletti con suffragio universale, amministreranno il paese. Questo e quello saranno sempre revocabili dagli elettori, e soggetti al sindacato del popolo. Il congresso stabilirà la relazione con le altre potenze, avrà cura degli affari stranieri, rappresenterà la nazione, dovrà sopraintendere ai lavori, agli stabilimenti militari e di pubblica educazione, alle milizie (e di queste discorreremo minutamente nel 4° saggio) in quella parte che non riguarda direttamente ai Comuni. Determinerà le spese, e quindi le gravezze le quali dovranno pagarsi dalla nazione per questi vari rami della pubblica amministrazione. Non avrà ingerenza alcuna nella politica interna e polizia; questa e quella non avranno altra norma che i principii da noi stabiliti come base del patto sociale. Il Congresso denunzierà alla nazione quel comune, quel magistrato, quel cittadino, che violerà o tenterà di violare questi principii.

Il Consiglio ed il Congresso potranno, pel pronto spaccio degli affari, delegare o distribuire i loro poteri a persone elette dal proprio seno, che saranno sempre da essi revocabili e soggette al loro sindacato.