Pagina:Pisacane - Saggio sulla rivoluzione.djvu/71

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concetti sono attuabili. I riformatori in quest’ultima contesa mancarono di carattere, si mostrarono deboli: eglino, credendo sincere le proposte dei loro avversari, si fecero a chiedere ai proprietarii i mezzi come esperimentare una società senza proprietà, la facoltà d’abolirla,...... ammirabile innocenza!! Eglino avrebbero voluto riedificare senza distruggere, vestire il povero senza spogliare il ricco..... vana speranza! Lo stesso Proudhon pretende riformare la società con alcune istituzioni che tutti potrebbero accettare. I loro avversari risposero con un sorriso di scherno, ed ascosero il loro veleno per servirsene a miglior tempo. Noi troncheremo il nodo della quistione, non essendovi alcuna necessità di scioglierlo.

Riscontrasi forse registrato ne’ fasti dell’umanità che le rivoluzioni si compiono con una discussione o con un’esperienza? Gl’interessi oppositi da cui viene l’urto si salvano entrambi. D’onde, se non dal torrente degli affetti che sgorgano dalle rivoluzioni, e travolgono nel loro rapido corso ogni ostacolo, sorte inaspettato il nuovo ordine sociale? A me basta d’aver provato, nè ciò possono negare gli economisti, che i mali, le cagioni de’ presenti dolori, esistono non solo, ma crescono continuamente, e questo fatto, scritto a caratteri indelebili negli eterni volumi del destino, racchiude in sè la rivoluzione, come i corpi il calorico. «Quando il popolo non avrà più nulla da mangiare, mangerà il ricco.» In questi termini, con queste parole Rousseau ha preveduto e definito la rivoluzione, e così avverrà. Inoltre le nazionalità compresse, le ingorde tirannidi, l’agitarsi delle sette, sono altre ragioni, effetti, e cause della rivoluzione, le quali ne avvicinano il momento, e vestono delle loro apparenze, alcuni rivolgimenti, il cui movente principale, la miseria, il bisogno di migliorare, rimane nascosto.