Pagina:Platone - Fedro, Dalbono, 1869.djvu/76

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ta? o in versi, come a dire un poeta, ovvero senza metro, come sarebbe uno scrittore di prosa?

Fed. E tu domandi che cosa faremo? e in verità perchè un uomo vivrebb'egli per dir così, se non per gustare di questi diletti? perchè potrebb'essere ch'egli vivesse per amor di quei piaceri i quali mai non si possono provare senza aver prima sentito il dolore, come avviene di forse tutti i piaceri del corpo, per la qual ragione si chiamano giustamente piaceri volgari?

Socr. Certamente che noi abbiamo tempo di starci, a quanto pare, e in questo mentre mi par di vedere sul capo nostro le cicale che cantano e ragionano fra loro come sogliono fare di state, e ci guardano. Se dunque vedessero ancora noi due, come fanno la più parte, sul mezzogiorno non già parlare, ma dormicchiare, e caduti in languore come chi abbia l'anima in ozio, ci burlerebbero con ragione, credendo che in quel luogo fossero venute persone di schiavi a riposarsi presso alla fontana, come stanno le greggi sul mezzogiorno; ma se vedessero che noi facciamo i nostri ragionamenti e non ci diamo pensiero di loro, come delle sirene, senza farci incantare, forse compiaciute, ci darebbero quel bene ch'esse tengono dagli Dei per darlo agli uomini.