Pagina:Platone - Fedro, Dalbono, 1869.djvu/88

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loro desiderio è cessato si pentono ordinariamente di ciò che hanno fatto...—

Socr. In verità mi sembra che egli sia molto lontano dal fare ciò che andiamo cercando, perch'egli non incomincia dal principio, ma rovesciata, la fine, ha forzato il discorso a fare il suo cammino così a rovescio, incominciando da quello che l'amante avrebbe da dire all'amato nella fine; o ti pare che io non dica bene, o caro capo del mio Fedro?

Fed. Questa è la verità, o Socrate: ciò ch'egli ha fatto è la fine del discorso.

Socr. Or dimmi: non ti pare che le altre parti siano gettate confusamente? ovvero ti pare che quello da lui detto dopo, avesse dovuto per qualche ragion necessaria esser detto in quel luogo del discorso e non già in qualche altro? perchè a me veramente, che non me ne intendo, è sembrato che lo scrittore abbia detto senza consiglio, tutto ciò che gli è venuto alla mente; ma tu forse trovi qualche necessità della composizione che lo stringesse a mettere queste cose in quest'ordine, così come stanno?

Fed. Sei troppo dabbene, se tu mi credi buono a giudicare così sottilmente le cose scritte da lui.

Socr. Almeno io credo che tu mi consentirai questo: che ogni discorso abbia da esser composto a modo di un essere animato ed abbia il suo corpo co-