Pagina:Poe - Storie incredibili, 1869.djvu/202

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alle piante, e tra il soppanno della mia sinistra manica rinvennero tutte le figure principali dello écarté, e nelle tasche del mio pastrano alcuni giuochi di carte esattamente simili a quelli di cui ci servivamo nelle nostre riunioni, ad eccezione che le mie eran delle migliori, e gli onori lievemente piegati ai lati, e le carte basse piegate sulle alte, in modo appena visibile. Mercè tale disposizione, il povero ingannato che scarta, come s’usa, nella lunghezza del mazzo, scarta invariabilmente in modo da dare un onore al suo avversario; mentre l’astuto giuocatore, scartando, in lunghezza, non passerà mai alla sua vittima alcuna carta che possa essergli di svantaggio.

Una tempesta d’indignazione non mi avrebbe tanto atterrito quanto lo sprezzante silenzio e la calma sarcastica che successero a quella scoperta.

— Signor Wilson, disse il nostro ospite, mentre piegavasi a raccogliere a’ suoi piedi un magnifico pastrano foderato di preziosissima pelle, signor Wilson, eccovi; questa è roba vostra (È a notarsi che facendo in quel giorno assai freddo, nel partirmi di casa mi era cacciato indosso l’abito del pastrano, piuttosto leggiero, lo stesso pastrano che m’era poi tolto nella camera da giuoco). Suppongo, aggiunse poi osservando con un riso amaro le pieghe del mio vestito, essere superfluo qui cercare altre prove della vostra industria. Per verità parmi ne possiate avere abbastanza. Credo però che voi comprenderete la necessità di lasciare Oxford, — e in ogni modo di uscire sull’istante da casa mia.

Avvilito, gettato proprio nel fango, è però probabile che in quel momento avrei ben io saputo