Pagina:Poe - Storie incredibili, 1869.djvu/70

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— E corse presto e lungamente, e sempre io gli tenea dietro con uno stupore indescrivibile, fermamente risoluto di non lasciarmi sfuggire un’investigazione che m’inspirava un interesse tanto vivo e profondo.

In quella che compivamo la nostra corsa, i primi raggi del sole salutavano il mattino; e tosto, che ebbimo un’altra volta raggiunto il centro commerciale della metropoli sterminata, — la via dell’albergo D.... — questa offriva un aspetto di attività, e di moto quasi uguale a quello da me osservato la sera innanzi. E lì ancora, in mezzo alla confusione ognor più crescente della folla, io persistetti lungamente nel tener dietro a quell’uomo. Ma, secondo il suo costume, egli andava e veniva, e per tutto il giorno intiero ei non uscì dall’agglomeramento turbinoso di quella via.

E quando le ombre della giornata, cominciarono lentamente a distendersi, mi sentii quasi annientato per mortale angoscia: — ci pensai, mi decisi, e infine piantatomi imperterrito innanzi l’uomo errante, gli sbarrai profondamente gli occhi sopra. Ma e’ non si addiede del mio atto, e calmo e solenne proseguì sua corsa: allora disperando di potergli tener dietro, rimasi assorto a contemplarlo per molto tempo, — tanto ch’ei si dileguò come nebbia, ed io più non lo scorsi....

Dippoi, destomi come esterrefatto da quello strano stupore: — Questo vecchio, esclamai meco stesso convinto, è il tipo ed il genio del più profondo delitto. La solitudine gli è sempre di peso.

Egli è l’uomo della folla. Vano il tenergli dietro, che nè ora, nè mai io potrei saperne di più di quanto ora so, e di lui e delle sue azioni. — Sì,