Pagina:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu/160

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154 poemetti allegorico-didattici

e parli assai fallar, chi li ’l negasse;
e non conta l’autore ove dimora,
(forse nol sape il senn’umano ancora)
e ’nsegnal sí provar, chi dubitasse.

     Epistitesse v’è, ch’audit’ho dire 41
che nell’isola nasce di Corinto;
che fa ristar lo vasel di bollire,
e dona all’acqlua grande affreddamento;
le nebbie e le tempeste fa fuggire,
al sol fa radij con risplendimento;
rimuove uccelli e fiere maliziose,
discordie strugge e le sorte dubbiose;
di color rosso v’è con lucimento.

     Emacchitesse, ch’è ’n greco sanguigno, 42
nasce in Arabia e ’n Africh’ e ’n Tiopia;
il su’ color v’è rosso e ferruggigno,
ed al mal della pietra ha vertú propia;
chi ’l be’, in discorso sangue fa ritegno;
al morso del serpente ha vertú doppia;
e chi ’l dilegua co la melagrana,
le piaghe e le ferite ugnendo sana:
ne la corona sta co l’Elitropia.

     In Arcaddia nasce, s’i’ non erro, 43
una di quelle pietre: Abesto ha nome;
i mastri dicon c’hae color di ferro,
chi l’accende, sempre rende lume,
Peanités, il cui color vi serro,
è buona a ’ngravidar, se la costume;
ed in Matteio la region si trova;
lo lapidaro non ne pon piú prova;
Madonna sappie in ciò che vale e come.

    Èvi una gemma, Sada, che si truova 44
in Caldeia, ed ha color prassino;