Pagina:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu/263

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il fiore 257

LII

Amico.

     «La Vecchia che Bellaccoglienz’ha ’n guarda
servi ed onora a tutto tu’ podere;
ché, s’ella vuol, troppo ti può valere,
4chéd ella non è folle né musarda.
A Gelosia, che mal fuoco l’arda,
fa ’l somigliante, se la puo’ vedere:
largo prometti a tutte de l’avere,
8ma ’l pagamento il piú che puo’ lo tarda.
     E se lor doni, dona gioelletti,
be’ covriceffi e reti e ’ntrecciatoi
11e belle ghirlanduzze e ispilletti
e pettini d’avorio e rizzatoi,
coltelli e paternostri e tessutetti;
14ché questi non son doni struggitoi.»

LIII

Amico.

     «Se non hai che donar, fa gran promessa
sí com’i’ t’ho contato qui davanti,
giurando loro Iddio e tutti i Santi
4ed anche il sacramento della messa,
che ciascuna farai gran baronessa,
tanto darai lor fiorini e bisanti!
Di pianger vo’ che faccie gran sembianti,
8dicendo che non puo’ viver sanz’essa.
     E se tu non potessi lagrimare,
fa che tu aggie sugo di cipolle
11o di scalogni, e faránnolti fare:
o di scialiva gli occhi tu te ’mmolle,
s’ad altro tu non può’ ricoverare.
14E cosí vo’ che ciascheduna bolle.»

Poemetti Allegorico-Didattici. 17