Pagina:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu/305

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il fiore 299

CXXXVI

La ripentenza Malabocca.

     Ser Malabocca sí fu ripentuto136-1
di ciò ch’egli avea detto o pur pensato,
ched e’ credette ben aver fallato;
4sí disse a Falsembiante: «Il vostro aiuto
convien ch’i’ aggia ch’i’ non sia perduto»;
e ’mmantenente si fu inginocchiato,
e disse: «I’ sí vogli’ esser confessato
8d’ogne peccato che m’è avvenuto».
     Astinenza-Costretta il prese allora,
che s’era molto ben sobbarcolata;
11e Falsembiante col rasoio lavora:
a Malabocca la gola ha tagliata.
E po’ rupper la porta san dimora:
14Larghezza e Cortesia l’hanno passata.

CXXXVII

Cortesia e Larghezza e la Vecchia.

     Tutti quattro passarono il portale,
e si trovaron dentro a la porpresa.
La Vecchia, che del cassero era sciesa,
4quando gli vide, le ne parve male;
ma tuttavia non ne fece segnale.
Larghezza e Cortesia sí l’hanno attesa,
e disserle: «Madonna, san difesa
8potete prender quanto il nostro vale:
     chéd egli è vostro, sanza farne parte,
e sí ve ne doniam giá la sagina
11e sopra tutto vi vogliam far carte».
La Vecchia che sapea ben la dottrina,
che molte volte avea studiato l’arte,
14gline merzia molto e gline ’nchina.