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Pagina:Poemi conviviali (1905).djvu/235

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note 215
alla seconda edizione


Il quale Arturo Graf andava ricordato dopo Dante e Tennyson per il suo Ultimo viaggio di Ulisse, che è uno dei poemi delle sue Danaidi; poema, come tutti gli altri di quel nobilissimo spirito, superiore a ogni mia lode. E come potei dimenticarmene? Io non so. So che quel poeta è uno dei miei poeti, che quel maestro è uno dei miei maestri, e che da lui ebbi conforto e consiglio. E che ne lo amo.

L’unico poema nuovo di questa edizione, I gemelli, nasce da un racconto di Pausania (D. G. IX 31, 8) che dice: « C’è un’altra novella su lui (Narcisso)... che Narcisso aveva una sorella gemella, come nel rimanente al tutto somigliante di aspetto, così con capellatura uguale, e vestivano vesti simili, e andavano a caccia l’un con l’altra. E Narcisso amò la sorella, e come la fanciulla morì, esso andava alla fonte e capiva bensì che era la propria ombra che vedeva, ma pure così capendo, aveva un certo sollievo dell’amor suo, come se non credesse di veder l’ombra sua, ma l’imagine della sorella ».

Questi due gemelli, non giovani ma fanciulli, io ho cambiati tutti due nel leucoion vernum e nel galanthus nivalis, che si somigliano in verità, ma come un maschietto e una bambina che si somiglino. Sono due fiori del principio di primavera, e della famiglia delle Amarillidee, della quale è pure il Narciso.


Pisa, 17 maggio 1905.