Pagina:Poesie (Carducci).djvu/373

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levia gravia 347

Ma il cigolar de’ rami
Sotto il peso ineguale affaticati
E del gel che si fende il suono arguto.
20Canti Arcadia e richiami
Zefiro e sua dolce famiglia a i prati:
Me questo di natura altiero e muto
Orror piú giova. Deh risveglia, Eurilla,
24Nel sopito carbon lieta favilla;

Ed in me la serena
Faccia converti e ’l lampeggiar del riso
Che primavera ove si volga adduce.
28A la sonante scena
Poi ne attendono i palchi, ove dal viso
De le accolte bellezze ardore e luce
E da le chiome e da gl’inserti fiori
32Spira l’april che rinnovella odori.

voce dai tuguri.


Oh se co ’l vivo sangue9
Del mio cor ristorare io vi potessi,
Gelide membra del figliuolo mio!
36Ma inerte il cor mi langue,
E irrigiditi cadono gli amplessi,
E sordo l’uomo ed è tropp’alto Iddio.
O poverello mio, la lacrimosa
40Gota a la gota di tua madre posa.