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Pagina:Poesie (Carducci).djvu/424

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398 giambi ed epodi

 
Vide il mondo passar le tue legioni,
O repubblica altera,
E spazzare a sé innanzi altari e troni,
16Come fior la bufera;

Perché, su via di sangue e di tenèbre
Smarriti i figli tuoi
E mutata ad un’upupa funèbre
20L’aquila de gli eroi,

Là ne’ colli sabini, esercitati
Dal piè de l’immortale
Storia, tu distendessi i neri agguati,
24Masnadiera papale,

E, lui servendo che mentisce Iddio,
Francia, a le madri annose
Tu spegnessi i figliuoli et il desio
28Di lor vita a le spose,

E noi per te di pianto e di rossore
Macchiassimo la guancia.
Noi cresciuti al tuo libero splendore,
32Noi che t’amammo, o Francia?

Ahi lasso! ma de’ tuoi monti a l’aprico
Aer e nel chiostro ameno
Più non ti rivedrò, mio dolce amico,
36Come al tempo sereno.