Pagina:Poesie della contessa Paolina Secco-Suardo Grismondi tra le pastorelle arcadi Lesbia Cidonia, 1820.djvu/33

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in faccia della virtù divina, che in Lei fu sempre la prima, e formò le delizie di quel cuore, che fu somma delizia di tutti i cuori.

Sì, miei cari, tutto il resto sia pur vanità, com’è l’illusion più infelice della superba filosofia del secolo, ma una eccellente carità, ch’egli mal trasforma in lubrica umanità, la carità sollevatrice della miseria, compassionevole per gli afflitti, benigna co’ servi e domestici, una pazienza inalterabile nell’infermità, che volea perfin sollevameli, e sapea dissimularne a lor le mancanze, una pietà cristiana anch’essa come la carità, poichè non degnerei parlarne se virtù non fossero sovrumane, e figlie del cielo a cui le volgea, una pietà, dico, non pomposa agli occhi degli altri, ma segreta dinanzi a Dio sino a prender da lui congedo, a chiederne grazia, e consiglio prima d’entrare sulla scena del mondo, e nella società giornaliera, cui sapea d’esser cara, e temeane le insidie, pietà fondata in solida religione, per cui potè vincere i terror della morte, la morte de’ giusti incontrando a temperare il dolor della patria, e degli