Pagina:Poesie greche.djvu/81

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83. D’ignoto 1

Pallade vide Venere,
  Che aveva armi vestite:
  ― Vuoi tornar così, dissele,
  A rinnovar la lite?
E quella dolce a ridere: ―
  A che mi vale scudo,
  Se son certa di vincere
  Solo col corpo ignudo?.

84. D’ignoto

O che ti veggia, matrona 2 bella
  Co’ tuoi capelli di nere anella
  O che ti veggia capelli biondi,
  Sempre ad un modo di grazia abbondi.
  Amore avrebbe sua stanza in essi,
  Pur se canuti tutti gli avessi.

85. D’ignoto

Chi, già marito, affidasi
  D’esser di nuovo sposo
  Tenta, nocchiero naufrago,
  Il flutto periglioso.

86. Di Nicarco

Diofante il magro, che morir volea,
  A una tela di ragno s’appendea.

  1. Sulla Venere armata, Victrix presso i romani. Iacobs.
  2. Doveva usare qualche parrucca.