Pagina:Poesie greche.djvu/83

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92. Di Nicarco

Bella gloria fra gli uomini la cetra
  Diede ad Orfeo e il dolce eloquio a Nestore,
  Chiara l’ebbe da carmi il divo Omero
  Telefane da’ flauti, e questa è l’urna.

93. Del medesimo

Due sordi a sordo giudice: ―
  Cinque mesi d’affitto ei mi de’ dare ―
  L’altro: di notte, o giudice.
  Dico che mi son messo a macinare,
  E il giudice: la madre avete? or via
  Da tutti e due ella nutrita sia ―

94. D’ignoto su di un bagno piccolo e bello

È sacrato alle Càriti
  Questo bagno in tal loco,
  Perchè in esso le Càriti
  Sole vanno a far gioco.

95. Di Pinito.

Di Saffo l’ossa e il nome vuoto è fra questi marmi,
  Ne vivranno immortali i sapïenti carmi.

96. D’ignoto.

Quantunque io tomba picciola sia,
  O viandante, non passar via,
Ma, come suoli far con gli Dei,
  Con serti offrirmi ossequio dèi,