Pagina:Poesie italiane.djvu/36

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
34

15Egli è sol necessario: (e come puote
Cosa mancar, ch’è di se stessa origo,
Ed in sè vive, e mai non s’abbandona ?)
Ogn’altra cosa è contingente, e solo,
Qual ch’ella sia, dal tuo voler dipende.
     20Solo fu dunque tua bontà infinita,
Non già bisogno, od altrui forza, o priego,
La qual t’indusse a trar del nulla il mondo.
Questa sola creò da prima i cieli,
Formò le stelle, e ne l’immenso vano
25Sovra i cardini suoi librò la terra.
Questa l’ampie campagne, i poggi aprici,
Gli eccelsi monti, e le profonde valli
Vestì d’arbor, di fior, d’erbe, di frutti,
E l’universo empièo d’alme viventi:
30Per le quai cose tutte, e in terra, e in cielo,
Ne l’ampio mare, e ne’ profondi abissi,
II tuo spirto, o Signor, penetra e scorre,
E lor comparte movimento e vita.
     Ma de le tante e sì mirabil’opre
35La mirabile più, la più stupenda,
Che uscisse di tua man, fu l’uomo istesso: