Pagina:Poesie varie (Pascoli).djvu/208

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186 poesie varie


e cinti i lombi, e nella mano steli
d’issopo. E alcuno, come è lor costume,
18cantava, fiso, come stanco, ai cieli.

E il canto, sotto i cieli arsi dal lume,
a pie’ dell’universo, era sommesso,
21era non più che un pigolìo d’implume

caduto, sotto il suo grande cipresso.


ii


Maath cantava: — O tu che mai non poni
il tuo vincastro, e che pari nell’alto
25le taciturne costellazïoni,

Dio! che la nostra vita cader d’alto
fai, come pietra, dalla tua gran fionda...
28la pietra cade sopra il Mar d’asfalto.

Pietra ch’è nel Mar morto e non affonda,
la vita! Cosa grave che galleggia,
31e va e va dove la porta l’onda!

O Dio, noi siamo come questa greggia
che va e va, nè posso dir che arrivi,
34nemmen se giunga al pozzo della reggia! —