Pagina:Poggio Bracciolini - Facezie, Carabba, 1912.djvu/36

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24 facezie

popolo annunziò la quaresima. Venne costui a Terranova per il mercato che ivi si tiene il sabato prima della festa delle Palme; vide i preti che preparavano i rami d’olivo e le piccole palme per il dì seguente, e meravigliato prima della cosa, conobbe di poi l’error suo e che la quaresima era passata senza che i parrocchiani suoi l’avessero osservata. Tornò al suo borgo, preparò i rami e le palme per il dì veniente, e la domenica, convocati i fedeli: “Oggi, disse, è il giorno, che per uso si dànno i rami d’olivo e le palme; fra otto dì è la Pasqua; non dovremo adunque quest’anno protrarre a lungo i digiuni, poichè per questa settimana soltanto s’ha a far penitenza; ed eccovi la ragione: fu quest’anno il carnevale tardissimo e lento a cagion del freddo, e perchè il viaggio per questi monti gli fu difficile per l’asperità de’ sentieri, per questo la quaresima faticò e stentò a venire e non potè recar seco che una settimana sola, avendo lasciate le altre per via; venite adunque alla confessione in questo po’ di tempo che vi rimane, e fate tutti penitenza.”


XII

Di alcuni contadini ai quali venne chiesto dall’artefice

se volessero il Cristo, che dovean per incarico

comprare, o vivo o morto.


Da questo stesso borgo furono mandati alcuni ad Arezzo, per comprare un crocifisso di legno che dovea esser posto nella Chiesa, ed essendo essi venuti ad uno che vendea queste cose, quando s’accorse d’aver che fare con uomini zotici ed ignoranti oltremodo, l’artefice per cavarne da ridere, udita la domanda, chiese se il crocifisso volessero vivo o morto; essi presero tempo per consigliarsi, discussero piano fra loro e conclusero che lo preferivano vivo; chèe, se così non fosse piaciuto a’ loro compaesani, l’avrebbero essi in un attimo ucciso.