Pagina:Polidori - Il Vampiro, Mattiuzzi, 1831.djvu/35

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fosse che una visione dell’agitata sua fantasia, li riaperse tosto, e vide le stesse sembianze sformate dalla morte giacere presso di lui. Squallide avea le gote e le labbra, pure da quel volto spandeasi una calma solenne che ammaliava come se fosse stato abbellito da tutto lo splendore della vita. Sovra il collo ed il petto scorgeansi de’ grumi di sangue e sulla gola scuoprivansi le vestigia dei denti che aveanle squarciate le vene. A tale lugubre scena tutti gridarono inorriditi: „Un Vampiro! un Vampiro!”. Costruirono in fretta una lettiga, ed Aubrey fu deposto presso le spoglie mortali di colei che pochi giorni prima era stata l’oggetto delle sue più brillanti e deliziose illusioni, e che tutti ammiravano come il più bel fiore d’innocenza e di gioventù. Il misero giovine non sapea più discernere i suoi pensieri; la sua anima agghiacciata sembrava evitare d’intrattenersi sovra ogni oggetto reale, e occupandosi solo di negre chimere e di sogni, quasi senz’avvedersi tenea stretto nelle mani un pugnale di forma singolare ritrovato nella capanna. Appena si pose in cammino, il convoglio s’avvenne in diverse persone, che pur correvano in traccia dell’infelice,