Pagina:Polidori - Il Vampiro, Mattiuzzi, 1831.djvu/51

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cagione d’una così strana ed incomprensibile condotta, non proferìa in risposta che pochi e misteriosi accenti, che non serviano che ad accrescere il suo terrore. Più Aubrey meditava sulla sua situazione e più gli sembrava terribile; benchè la memoria del giuramento lo facesse raccapricciare, pur non sapea indursi a soffrire che questo mostro spargesse la desolazione e lo spavento fra gli oggetti a lui più cari, e credeasi astretto di arrestarne i fatali disegni mentre la sua stessa sorella potea cader vittima dell’affascinamento di un tale demonio. Poi riflettea che se anco avesse infranto il giuramento, e manifestati ad altri i suoi tremendi sospetti, non avrebbe trovato forse veruno disposto a prestargli credenza. Volea giovarsi della propria mano per liberare il mondo da questo ente maligno; ma ricordandosi che anche il potere della morte era stato da lui deluso, ne abbandonò il pensiere. Rimase molti giorni chiuso nella propria stanza, ricusando di vedere chicchessia, ed accettando soltanto qualche alimento, allorchè sua sorella piangente lo scongiurava ad offrire per di lei amore un ristoro alla esausta natura. Alfine non potendo più sopportare la noja ed il silenzio del-