Pagina:Poliziano - Le Selve, 1902.djvu/102

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86 le selve

Annunziatrice, ovver se gli astri, consci,
Si velino di súbita caligine,
E seco traggan ruinose piogge;
E indaga ciò che col suo gemin arco
L’iride apporti, o quello che minacci765
Con la bicorne fronte, allor che segna,
Pressoché tinta d’un color, l’eterea
Cupola immensa d’un suo breve giro.
Ora del Cancro specula i presepi,
Or gli aselli di Bacco, e quel che l’Austro770
Prospetta, e quel che all’Aquilone è volto.
E osserva il balenar, del tuono il rombo,
I cieli a pecorelle, il brumal giorno,
E tutto insieme il volgere dell’anno.
Al nocchier similmente egli predice775
I nembi che terribili sui legni
Ruineranno, se l’urlante mare
Per avventura levisi, e spumoso
Lavi gli scogli e contro ai lidi piombi.




Conscia num subita semet caligine obumbrent
Astra, trahantque hyemem; gemino Thaumantias arcu
Quid ferat, aut curto cum vix secat aëra gyro,
Et pene unicolor taurina fronte minatur;
Nunc praesepe oculis, nunc Bacchi spectat asellos500
Quique Noton cernit quique est obversus ad Arcton;
Fulgores, tonitrus, inspersaque veliera coelo,
Brumalemque diem, et totum semel aspicit annum.
Necnon et nautis ruiturum in carbasa nimbum
Augurat, undisonum si fors mare surrigit Aegon505
Canaque conspergit sale saxa et littora frangit.