Pagina:Poliziano - Le Selve, 1902.djvu/37

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di angelo poliziano 21

Regga il tuo corno; e l’albero di Palla,
Ampio, d’olive bicolori denso,
Stia, fiere lotte consigliando, e il lungo
Anno partisca con riverse foglie.260
Or tra fertili pascoli, tra balze
Selvagge, ombrose, quinci il giovin toro,
Cui tumefece l’età prima il fronte,
Con tenero muggir la madre sua
Chiamerà; quindi con lascivo saltov6265
Scorrazzerà l’ingenua vaccherella.
Ma gli armenti, a cui già s’ergon sul capo
Con pieno giro le lunate corna,
Stimolati all’amor cozzin tra loro;
Nel mentre che il puledro, saltellando,270
Pe’ campi in fiore mareggianti scherza,
E nella fuga d’emular gli augelli
E i venti, o i fiumi di guadare, o in corsa
L’erte agogna di vincere, futuro




Stetque catenatas suadens nudare palaestras
Palladis ampla arbos bicoloribus horrida baccis,
Frondibus et versis longum discriminet annum.170
Jam laetos inter saltus frondosaque tesqua,
Hinc vitulus primo cui frons protuberet aevo
Mugitu tenero matrem vocet, inde per herbas
Candida lascivo discurrat bucula saltu.
At quibus assurgunt pleno jam cornua gyro175
Inter se adverso decertent pectore amantes;
Dum rudis exultim florentis in aequore campi
Ludit equus, volucresque fuga praevertere ventos
Aut tranare amneis aut cursu evincere montem