Pagina:Poliziano - Le Selve, 1902.djvu/62

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46 le selve

Falsi onori ostentando, avido il trae45
In questa parte e in quella; egli non teme
La propria coscïenza, né s’apparta
Di falli reo; la colpa, che dilania,
Segretamente non gli rode il core;
Non ricco, o pervenuto a sommi gradi,50
A giudizi maligni o a bassa invidia
Si trova esposto; non alternamente
Per livor bieco si consuma, e, gonfio
Di veleno, s’infiamma; e il bene altrui
Non assottiglia con tagliente sguardo.55
Nelle campagne solitarie ei vive,
E dell’aperto, immenso ciel si piace,
O nell’opre sudando, o via per l’erte
Montagne trascorrendo. A lui pertanto
Gradevole si porge ogni vivanda;60
Raccoglie nelle man curvate in tazza
L’acque correnti; gli dan cibo i rami




Huc illuc vanos ostentans purpura fasces;30
Non mentem pavet ipse suam, nec conscius omneis
Exhorret strepitus, nec edaci pectora culpa
Carpitur occulte; non opportunus iniqui
Judicio vulgi aut celsa conspectus in arce
Degeneri palei invidiae, non ipse vicissim35
Obliquo livore macet foetusque veneno
Aestuat atque aliena oculis bona limat acutis.
Rure agit in vacuo spatiisque indulget aperti
Aetheris, aut operi insudans aut ille supinos
Evadens cursu in monteis: hinc scilicet omnes40
Gratae epulae; nudis acheloum in pocula palmis