Pagina:Polo - Il milione, Laterza, 1912.djvu/165

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il milione 151


carne e di riso1, e fanno grnde mercatanzia, ch’egli hanno spigo e 2galiga e zizibe e zucchero e di molte altre care ispezie. Quivi vegnono i mercatanti, e quivi accattano dell’ispezie ch’io v’ho detto, e quivi ne truovano assai. E sappiate che gli mercatanti in questa provincia accattano3 assai ispezieria, poscia le portono a vendere per molte altre parti. Quivi non ha altro ch’io voglia contare; e perciò ci partiremo, e diremo di un’altra provincia verso levante e’ ha nome Caugigu.

CVIII (CXXVIl)

Della provincia di Caugigu.

Caugigu è una provincia da levante, che ha re; e sono idoli e hanno lingua per loro. Egli ubidiscono al Gran Cane e ogni anno gli fanno tributo. E dicovi che quello re che regnava era sí lussurioso ch’egli teneva bene trecento moglie; e com’egli avea una bella femmina nella contrada, incontanente la pigliava per moglie. Quivi si truova molto oro e care ispezie, ma è molto di lungi dal mare: però non vagliono guari loro mercatanzie. Egli hanno molti leonfanti e altre bestie assai, e vivono di carne4 e di riso, e ’l vino fanno di riso. I maschi e le femmine5 si dipingono tutti a uccelli e a bestie e ad aguglie e ad altri divisamenti; e dipingonsi il volto e le mani e ’l

  1. Pad. * e de late: áne banbaxio asai.
  2. Berl. Pad. galanga, zenzero.
  3. Berl. molti castroni e schiavi.
  4. Pad... de late e de riso. I non áno vin de vigne, ma fano poxone de riso e de spezie.
  5. Pad. se fano penture... con aguchie molto sotilmente, e in tal modo che le non se parteno mai; e fano figure de lioni e de dragoni e de oxielli.