Pagina:Polo - Il milione, Laterza, 1912.djvu/17

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il milione 3


re uno che aveva nome Banic (Barac), e la zitade è la maor che sia in tuta Persia. In questa contrá stete quelli do fratelli tre ani: in quel tempo (ghe vene) uno ambasciatore de Alau che era signior del levante, el qual era mandado... al Grande Can segnor de tuti i tartari. E questo valentomo vide questi do fradeli, e avene grande meraveglia, e veteli volentiera, perchè el non aveva mai visto alcuno latino; e parlò ai do fratelli e diseli: — Se vui me volè creder, vui podè acquistar grande richeze e grande onore: lo grande signor di tartari non vide mai niuno latino, e á grande voluntate de vederne. E, se vui volè vegnir con mi, e’ ve menerò salvi e seguri, e sí ve fazo zerti ch’el ve fará grande onor, e avere de tal venuta grande utilitá. —

Come miser Nicolò e misier Mafio andò con uno ambasiator al Gran Can e como egli fo visti vollentiera (Fr. cap. v).

Quando quelli do fratelli aveno inteso quelle parole, egli aveno suo conseglio e deliberono de andar con quel valentomo alla corte del Gran Can, e mesese in via con lui, e andò uno ano per griego e per tramontana innanzi che i gionzieseno alla tera: ove era el Gran Can, e trovò molte stranie e meraveiose cose per la via, le qual se conterano in questo libro, in altro luogo, destintamente.