Pagina:Polo - Il milione, Laterza, 1912.djvu/190

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176 il milione

mezzo della cittá v’hae un monte, ove hae suso una torre, ove istá suso sempre uno uomo con una tavoletta in mano, e davvi suso1 d’un bastone, che bene s’ode dalla lunga: e questo fa quando fuoco s’apprendesse nella cittá, o che mischia o battaglia vi si facesse. Molto la fa ben guardare il Gran Cane, percioch’è capo di tutta la provincia dei Magi, e perchè n’ha di questa cittá grande rendita, sí grande che a pena si potrebbe credere2. E tutte le vie della cittá sono lastricate di pietre e di mattoni; e cosí tutte le mastre vie delli Mangi, sí che tutte si possono cavalcare nettamente, ed a piede altresie. E ancora vi dico che questa cittá hae bene tremila3 istufe, ove prendono gran diletto gli uomeni e le femmine; e vannovi molto ispesso, perochè vivono molto nettamente di lor corpo: e sono i piú belli bagni del mondo e i piú grandi, che bene vi si bagnano insieme cento persone. Presso a questa cittá a quindici miglia è il mare occeano, ed è tra greco e levante. E quine è una cittá ha nome Giafu (Ganfu), ove ha molto buon porto,4 e havvi molte navi che vengono d’India e d’altri paesi. E da questa cittá al mare hae un gran fiume, onde le navi possono venire infino alla terra5. Questa provincia delli Magi hae partita il Gran Cane6 in otto parti, e hanne fatti otto reami grandi e ricchi, e tutti rendono ogni anno trebuto al Gran Cane. E in questa cittá dimora l’uno di questi re, e hae sotto sè bene centoquaranta cittá grandi e ricche. E sappiate che la provincia delli Magi ha bene milledugento cittadi, e ciascuna ha guardie per lo Gran Cane, com’io vi dirò. E sappiate che, in ciascuna di quelle, il meno che abbia si sono mille guardie: e di tale n’ha diecimila e di tale ventimila e di tale trentamila, sí che il numero sarebbe sí grande che non si potrebbe contare nè credere di leggieri. Nè non intendiate che quegli uomeni

  1. Pad. con uno mazo.
  2. Berl. * e per questo la fano tanto guardare, azò che la non possa revelare.
  3. Berl. bagni.
  4. Pad. e vienghe grandisima quantitá de nave...
  5. Pad. * quel fiume passa per parechie altre contrade.
  6. Pad. in nuove regnami; e zascadun... á ’l so re... Questi nuove re è molto grandi e posenti, ma tuti sono ala segnoria del Gran Can, e convien che zascuno fázano raxon ogni ano de intrade e delle spese e delle altre cose ali fatori del Gran Can (Fr. as safators dou grant sire).