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AMMON — 83 — AMPERE

gliuolo verso l’anno del mondo 2138 avanti G. C. (Gen. 19, 38.)

AMMON (d’) (Federico Augusto). Celebre medico tedesco, nato il 20 settembre 1799 a Gottinga, morto il 18 maggio 1861 a Dresda. Addottoratosi nel 1821, prese poi a viaggiare, dimorò qualche tempo a Parigi, e recossi poi a Dresda per esercitarvi la medicina, nella quale si acquistò in breve tempo una grande riputazione mediante le fortunate sue cure. Nonostante le sue molteplici occupazioni, Ammon trovò tempo a dettare molte opere che gli assicurarono un nome imperituro nella storia della medicina. Citeremo fra le altre il suo trattato sull’Iritide (Berlino 1843) e la sua grand’opera, con incisioni in rame, sulle malattie dell’occhio umano. Tra’ suoi lavori chirurgici vuolsi mentovare quello sul taglio del tendine, sulle malattie chirurgiche innate, ed alcuni scritti di medicina popolare che ottennero un felice successo.

AMMONIO. Poeta greco, vissuto nel regno di Teodosio II imperatore, scrisse un poema epico sull’insurrezione de’ Goti sotto Gaina (400 dell’era volgare), di cui si conservò solo un frammento nell’Etymologicum Magnum.

AMMONIO. Sopranominato Sacca, filosofo d’Alessandria, visse verso la une del II secolo dell’era nostra, od al principio del III. Quanlunque nato in povere condizioni e costretto dapprincipio a fare il mestriero di facchino (donde il nomignolo di sacca o saccaforo) egli diè opera allo studio della filosofia, tentò conciliare le dottrine di Aristotele e Platone, e fu per tal modo il fondatore dell’eclettismo. Ei non ha lasciato alcun scritto, bensì discepoli illustri, come Plotino, Longino e Origene. Pare abbandonasse poi il cristianesimo per far ritorno al culto de’ falsi dei.

AMONTONS (Guglielmo). Membro dell’Accademia delle scienze di Parigi, nato in quella città nel 1663, morto nel 1705, si rese celebre per la scoperta di varii importanti processi nella fisica e nella meccanica, sopratutto per aver dato le regole per calcolare l’attrito.

AMORETTI (Abate) (Carlo). Nato ad Oneglia nel 1741, insegnò diritto canonico in Parma, pubblicò a Milano, tra il 1775 e il 1778, ventisette volumi in-8, con incisioni, sotto il titolo: Nuova scelta di opuscoli interessanti sulle scienze e sulle arti, oltre a molte altre memorie, ed una grande opera: Della rabdomazia, ossia elettrometria animale, ricerche sisiche e storiche (Milano, 1808), di cui si ha un compendio, col titolo: Elementi di elettrometria animale, fatto e stampato da lui stesso nel 1816.

AMORETTI (Pellegrina). Nacque ad Oneglia nel 1756, ove morì nel 1786. A sedici anni sapeva sciogliere, versatissima com’era negli studii, quistioni di fisica, di etica e di metafisica: a ventun anni prese laurea in legge nell’Università di Pavia, e meritò per questo un’ode del Parini, che leggesi tuttora fra le sue liriche. Compose un libro De Jure Dotium, che fu edito da suo zio, l’abate Amoretti; e cessò di vivere, logorata da’ lunghi e faticosi studii, mentre era ancora si giovine e si ammirata da tutti.

AMOS. Uno dei dodici profeti minori; era pastore nella città di Tecue; vaticinò a Betel, ove Geroboamo adorava i vitelli d’oro. Morì verso il 780 avanti C.

AMOSI. Primo Faraone della XVII dinastia dell’Egitto, a cui si ascrive il vanto di aver liberato il paese dal giogo de’ re pastori, i terribili Chete. Egli, secondo un frammento di Mattone, conservatoci dallo storico Giuseppe Flavio, regnò 25 anni e 4 mesi.

AMPELIO (Lucio). Da un trattatello giunto sino a noi col titolo: Ludi Ampelii liber memorialis, si inferisce che esso dovette esser composto dopo il regno di Traiano, e prima della divisione finale dell’impero romano, ma null’altro ci è dato poter rilevare intorno alla vita dell’autore. Questo Ampelio fu primamente pubblicato in una forma separata, con utilissimi prolegomeni, da Tzschücke (Lipsia, 1793), poscia da Pockvitz nel 1823 e da Beck nel 1826.

AMPÈRE (Andrea Maria). Nato a Lione nel 1775, e morto a Marsiglia