Pagina:Progetto di una Stazione Centrale in Milano.djvu/2

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architetto ed agronomo 37

nell’Accademia Fisio-Medico-Statistica di Milano, e che sarà tosto stampata.

Perchè poi la mia idea sia meglio intesa, trovo necessario d’illustrarne i tipi che la sviluppano col seguente:

Cenno

Sulla consistenza del Progetto della stazione centrale a Porta Tosa di Milano, in prolungamento della linea per Treviglio.

La stazione consta di due parti, l’esterna cioè sull’area già acquistata ed appianata al necessario livello dall’Amministrazione delle strade ferrate, e l’interna fino al Ponte di Porta Tosa, che si unisce alla prima con tre binarj sottopassanti al Bastione.

Il progetto è duplice, composto cioè seconde due diverse ipotesi:

1. Che si vogliano collocare nella parte interna della città locali di deposito e di servigio, che altrimenti potrebbero stare anche nella parte esterna, facendosi e due Imbarcaderi, ampj piazzali ed un Fabbricato pei passeggieri esteso, elevato e capace eziandio di comodi accessori, producenti da aL. 13/m a aL.14/m di annuo ricavo alle strade ferrate, quali sarebbero locali da ristoratore, e molte abitazioni distinte per Impiegati ed addetti alle strade stesse, da farsi nei piani superiori.

2. Che si voglia limitare al puro necessario pei viaggiatori e per gli ufficj, con qualche abitazione, lo spazio da occuparsi nell’interno della città, con fabbricato più raccolto, e di minore altezza, con una sola Tettoja e con meno estesi piazzali.

Per questi due casi, si hanno due Progetti, il secondo de’ quali è una semplice modificazione del primo, di cui primieramente darò ragguaglio.

Progetto I.
A questo si riferiscono le unite Tav. III, IV e V, delle quali la prima offre la Planimetria generale ed il profilo della Stazione: le altre due presentano lo sviluppo del fabbricato de’ Passeggeri e delle Tettoje.

Tav. III fig. 1a - Planimetria generale della stazione e delle sue adiacenze = Ritenuto che il centro mercantile di Milano è nelle adiacenze della Piazza del Duomo, punto di convergenza di tutte le principali vie della città, ed ubicazione dei migliori Alberghi, la stazione centrale più a portata dei Commercianti e dei Forastieri sarà quella che più si accosti alla detta piazza.

Ciò si verifica per la stazione di Porta Tosa, come in questa Tavola estesa fino al Ponte del Naviglio interno, e che occupa orti e case in dissesto o di tenue ricavo.

Un tale partito non presenta in questa località alcuno degli ostacoli che si avrebbero altrove, e specialmente a Porta Nuova; giacchè:

1. L’asse della parte di stazione interna alla città è quasi nel prolungamento del gran rettilineo della strada ferrata per Treviglio, non deviandovi che di pochissimi gradi.

2. Il piano attuale di detta strada ferrata nella parte di stazione esterna è abbastanza depresso, onde permettere di sottopassare coi Treni al Bastione per mezzo di opportuno cavalcavia a tre luci.

3. Lo spazio nell’interno della città può essere recinto, e sorvegliato dalla Finanza, non essendo intersecato da necessarie strade; e riguardo alla Finanza la stazione centrale dovrebbe considerarsi come totalmente extra muros. Di modo che la porta di uscita del fabbricato passeggieri, verso il centro della città, sarebbe il Dazio per la strada ferrata, ove si effettuerebbero le visite di Finanza e di Polizia, come avviene alla stazione di Venezia, che si considera fuori del Porto-Franco. E l’attuale piccola strada, detta Borgo della Stella, a cui parallelo è l’asse della stazione, si conserverebbe; mentre un’altra simile stradella dovrebbe eseguirsi dal lato opposto, perchè mediante queste sarebbe isolata la stazione e resterebbero mantenute tutte le attuali comunicazioni, non che favorita la detta vigilanza finanziaria.

4. Una rete di strade d’accesso si aggruppa in vicinanza del ponte di Porta Tosa, quali sono quelle lungo il Naviglio, la Cervia, il Durino, San Zeno, San Bernardino, La Signora, il Corso di Porta Tosa ecc.: tutte suscettibili di migliora-