Pagina:Progetto di una ferrovia da Treviso per Feltre e Belluno.djvu/5

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DA TREVISO PER FELTRE E BELLUNO 669

Pederobba e Fener, lambita dal Piave nelle su piene, è ripida e franosa ed a stento vi si sostiene la via postale rotta da molte livellette in ascesa ed in discesa per trovare il più sicuro ed economico appoggio, e difesa a tratti al piede con muri e gettate. La traccia della ferrovia passata come si disse sulla destra della Brentella mediante ponte obliquo ad un centinajo di metri circa prima dello edificio di presa, procederebbe atterrando la terrazza e parte del fabbricato del Molinetto, appoggiandosi indi alla roccia formante piede del monte dietro il fabbricato, e dovrebbe seguitare in linea retta fino ad incontrare il ciglio dell’altipiano su cui sorgono i caseggiati di Fener, occupando parte del letto ivi esuberantemente largo del fiume, e rialzandosi a poco a poco sul letto medesimo col forzare la pendenza in modo da trovarsi elevato dai M. 4 circa al Molinetto ad oltre dodici metri al passo del Tegorzo. Questo andamento è suggerito e dal bisogno di rispettare l’edificio di presa della Brentella il cui trasporto e rifacimento oltre la grave spesa non mancherebbe di sollevare querele e litigi inestricabili cogli utenti delle sue acque, e dalla convenienza di non intaccare la falda franosa del monte guadagnando anche all’agricoltura una bella zona di terreno, che potrebbe rendersi ferace e fruttifera colla irrigazione delle acque sorgenti ai piedi del colle di Fener, e finalmente dall’accorciamento del suo sviluppo. Nè questa tratta, certo, sarà per costare più di quella che fosse per ricavarsi tortuosamente alle falde del monte quando riflettasi che l’alveo del torrente darà materia abbondantissima per la costruzione del nucleo dell’argine, ed il vicino monte darà pietrame pure abbondante pel suo rivestimento verso il fiume e per la sua difesa al piede e quando si abbia considerazione al risparmio nel caso attuale rilevantissimo di tagli di roccia, muri di controripa, e spese di espropriazioni.

L’ingegnere sig. Bonotto da Cavaso nella memoria trasmessami dallo spettabile Comitato il 4 Luglio p. p. N. 19 propugnando questo concetto vorrebbe portare la traccia interamente entro l’alveo de fiume, e distruggendo l’attuale incile della Brentella, provvedere alla sua alimentazione in parte colle acque del torrente Tegorzo da regolarsi opportunamente presso alla loro foce in Piave, in parte colle accennate sorgenti di Fener, e supplire alle eventuali deficienze con una nuova dispendiosa presa d’acqua dal Piave poco sotto alla foce del Tregorzo da farsi sottopassare per ponte all’argine della ferrovia, in modo da portare l’origine della Brentella sotto Fener e di farla percorrere in un nuovo cavo da aprirsi a ponente della ferrovia paralellamente alla stessa. All’argine ferroviario poi vorrebbe appoggiare il tronco della strada postale che in tal modo verrebbe ad accorciarsi ed a rendersi più piana, più sicura e di più facile manutenzione. Questo piano però commendevole in molte parti e massime per l’ultimo concetto di combinare coll’interesse della ferrovia quello pure della strada postale, non potrebbe a mio avviso essere accettato in tutta la sua estensione, e perchè distrugge l’edificio attuale di presa della Brentella, che per la sua importanza e pei mille interessi che vi sono uniti deve essere gelosamente rispettato, e perché restringe soverchiamente l’alveo del Piave, e