Pagina:Progetto di una strada a guide di ferro da Venezia a Milano.djvu/11

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31. Bisogna dunque lasciar il mezzo della zona, scostarsi dal rettilineo, che va tra i due punti estremi, scendere alcun poco verso mezzo-giorno, e girare i colli.

32. L’Adige lascia Verona dirigendosi a sud: poi volge tosto a greco, indi a libeccio, poco dopo a sud di nuovo, finalmente a scirocco, e per lungo tratto, fino allo sbocco del fiume Alpone.

Poco è il piano che resta tra i monti, l’Adige e l’Alpone. Tutte le acque, tutti i torrenti dei monti, tra Verona e l’Alpone, corrono all’Adige con breve e rapido corso. Adige ne rispinge molti, altri ne accoglie a sua voglia, cioè quando è basso, e le acque rifiutate e disperse si spandono sopra i terreni vicini.

33. Di quella poca pianura, la maggior parte è una vasta palude, la palude di Arcole; della rimanente, il più, un suolo di scarso e precario suolo.

34. Il suolo asciutto e sodo si strigne dunque all’unghia dei monti i quali spingono assai innanzi e nel piano alcuni mammelloni come quelli di Caldiero. In questo suolo corre già la strada postale tra Verona e Vicenza; su quel che rimane, ed a sud della postale, convien aprire la strada di ferro tra gli ultimi seni del terreno, evitando i monti, le valli, i terreni molli.

35. Tra le Alpi ed il mare, ed in riva al Bacchiglione sorgono i due gruppi isolati di monticelli detti Euganei e Berici intorno ai quali tre soli passi piani si presentano come accennammo (§. 19).

36. I monti Berici giacciono nella pianura alta, nella zona di suolo che si estende da Milano a Venezia. Dei tre passi suddetti avvi in esso quello che si apre da libeccio a greco, in mezzo alle Alpi ed ai Berici. In due luoghi, questo passo o varco, più che altrove si strigne alle collinette d’Altavilla, ed allo sbocco verso nort-est, ove i monticelli della Crocetta ed i colli Berici si vanno incontro.

37. In quel poco piano, che allo sbocco si stende, siede la città di Vicenza, proprio all’unghia dell’ultima pendice dei Berici.

38. Bisogna passar colla strada di ferro per quel varco per volgere poi verso Padova e Venezia o girar la città a nort, o strignersi a sud tra la città ed il monte.

39. Il primo partito allunga il cammino, accresce le spese di costruzione, di manutenzione di viaggio, fa sperpero di molte proprietà, preziose per rendita, per affezione, e reca alla città il grave incomodo di dover chiudere, quasi in un medesimo istante, tutte le porte della città, meno due, ad ogni passar di convoglio.

Il secondo partito non offre che qualche difficoltà d’arte e non grave al punto a cui è ora l’esperienza dei lavori sotterra.