Pagina:Prose e poesie (Carrer).djvu/290

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saprebbesi dire a lui sconveniente. Era persona per cui Filippo aveva una commendatizia, ed, abitando Madrid, se ne veniva a quando a quando in Catalogna a trovarvi una sorella sua dimorante presso una zia. I due giovani avevano stretto amicizia poco men che fraterna in assai breve tempo, e la disparità de’ temperamenti, anzi che nuocere, aveva servito a fare più che mai intima la loro unione.

Camminavano adunque insieme lungo quella spianata, come s’è detto; quando lo spagnuolo (il suo nome era Alfonso) si arrestò improvvisamente, e disse a Filippo:

— E tu credi che sieno eletti i natali di questa giovane, che notturna ti attende a colloquii d’amore dalla finestra? —

Non ci ho, salvo questa che tu accenni, ragione alcuna per dubitarne; e questa ancora sarà buona ragione per te; per me, ti protesto, che la non tiene quel tanto che tu vorresti.

— Tu ci andrai dunque notturno, e in barchetta, come mi hai detto?

— Senz’altro, dacché le finestre di lei rispondono sull’acqua.

— E nessuno indizio potesti ritrarre intorno al nome di lei, o al suo casato?

— Nessuno.

— E nè manco in qual parte sia la sua abitazione, il palagio, se ti par meglio?

— Nè manco questo. Un servo mi si deve far vedere ad un buon mezzo miglio fuori della cit-