Pagina:Proverbi, tradizioni e anneddoti delle valli ladine orientali.djvu/17

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attacca ugualmente la gioventù e la vecchiaia, l’uomo e la bestia. Sono principalmente le persone membrute e corpulenti, che ella prende di mira. Quantunque sia una donnaccia di statura gigantesca, può farsi tanto piccola da poter passare pel foro della serratura; entrata una volta in un’abitazione si getta pesante come è su d’una persona e la preme di tal maniera, che le toglie ogni possibilità di muoversi; essa però non assale che coloro, i quali giaciono supini; arriva addosso ad uno senza farsi sentire e così anche sene parte. Ella deve però sparire se colui, sul quale ella si getta, è capace di far il segno della santa croce colla lingua nella bocca. La Trota senza essere una strega nel vero senso della parola, ne forma tuttavia il punto di passaggio fra queste e gli spiriti maligni, che traversano le regioni aeree, come il Bào, l’Orco ed altri.

Però prima di passare alle streghe resta ancora da far qui menzione de’ dragoni, i quali stanno nella profondità dei laghi alpini, che si trovano sui monti Boa, Crespena e Puz; le loro lotte vicendevoli, per cui in questi luoghi talvolta, principalmente avanti le burrasche, si odono certe detonazioni, rappresentano la lotta dei nuvoloni, che minacciano un temporale; perciò si dice anche, che questi animali abbandonino di notte tempo la loro abitazione e trapassino volando l’aria con coda fiammeggiante, che sparge sopra tutta la valle un rosso purpureo, volendosi in tal modo accennare ai nuvoli rischiarati dai lampi.

E' strano, che presso i Ladini i dragoni non vengono mai descritti come guardia-tesori, credenza, che si trova presso ogni altro popolo1. Sembra poi un po’ troppo fantastica e priva di valido appoggio la pretesa, che nella credenza conservatasi fino a nostri tempi fra la popolazione, che i draghi abbiano il potere di tirare a sé colla coda pecore e buoi, che pascolano

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  1. cfr. Grimm, Mythologie II. p. 654. — Sagen, Marchen iind Gè- brauche aus Tirol, von Ignaz V. Zingerle, Innsbruck 1859, n. 157 — 159, 161. — Deutsche Alpensagen von Joh. Nep. Ritter v. Alpenburg, Wien 1861. — Grohmann, Sagen -Buch I. p. 225. — Sagen und Volksglauben im innern Bregenzer Wald, von Jos. Elsensohn; (Programm dea k. k. kath. Gynmasiums in Teschen 1866).