Pagina:Quando il re parla.djvu/2

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tura del Parlamento decretata dal Re pel dì 20 detto, non che ingenerarsi per ragione di tal atto il più lieve timore od incertezza sul conto delle nostre costituzionali franchigie, e sulla loro salda fermezza, veder vi si debbe invece la maggior sollecitudine pel loro perfetto rassodamento. Perciò appunto si fa un nuovo appello alla Nazione, per conoscere la sincera e genuina espressione della volontà del paese. — Nel suo Proclama il Re nostro con amore di padre fra le altre cose si lagna, perchè nello scorso luglio quando Egli ammoniva la Nazione e più gli Elettori a tener tali modi, che non si rendesse impossibile lo Statuto, un solo terzo o poco più degli Elettori concorreva alle elezioni, e che il rimanente trascurava quel diritto, che è insieme stretto dovere di ognuno in un libero Stato. Non accadrà, spero, così nelle prossime nuove elezioni. Anche i disastri del passato e le conseguenze del presente saranno una lezione efficace per meritare un miglior avvenire.

Io vi prego pertanto, o V. F., di eccitare col maggiore zelo possibile gli Elettori dimoranti nel distretto delle vostre parrocchie, perchè sieno tutti solleciti di recare il proprio voto nell’urna dei Collegi, a cui sono ascritti. Il Ministro si rivolge a me perchè v’inculchi di far loro sentire dal pergamo, ed in quell’altro modo che stimerete più acconcio, l’obbligo strettissimo, da cui sono conscienziosamente legati d’intervenire alle adunanze dei Collegi elettorali, e di prender parte alle elezioni dal solo caso in fuori d’insuperabile impedimento a pena di rendersi coloro, la cui assenza non sia da più che imperiosa causa scusata, moralmente risponsabili delle tristi conseguenze, che a danno del civile consorzio e delle pubbliche libertà siano per derivarne. Avvertite dunque gli Elettori che mancano essi ad un sacro dovere di Cattolici e di Cittadini, e peccano quindi gravemente in faccia a Dio ed agli uomini, se, potendo, non si curano di dare il loro voto, o non s’informano bene per darlo a chi sia degno di rappresentare la Nazione, e di promoverne i veri vantaggi. Nè si creda, che un voto più un voto meno poco importi; poiché siccome dal voto di un solo Elettore può talvolta dipendere nei Collegi la scelta di un Deputato buono o cattivo; e dal voto di un solo Deputato può dipendere poi alle volte nel Parlamento una maggioranza di voti felici o fatali per la Società e la Chiesa, pegli individui e per la Nazione; così gli Elettori, che neghino il loro voto o lo dieno