Pagina:Questioni Pompeiane.djvu/37

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diatori, se ne rinvennero tre di forma al tutto singolare.

La prima fu scoperta il 10 Gennaio 1767, e porta sopra scolpito in rilievo, un timone, un’ancora, un granchio, un tridente con delfino, ed una lunga tenia rannodata in mezzo, con estremità a svolazzo. È incisa nelle Diss. Isag. Tav. XVII, al basso, e nel Museo Borb. T. IV. Tav. XXIX (v. Tav. VII, n. 2).

La seconda fu cavata il 21 Febraio 1767, e fu fatta poi incidere dal Rosini (Diss. Isag. tab. XVII) in mezzo a due altre di forma diversa, ma ugualmente sospese ad una catenella, con tavoletta sulla quale è scritto RET/SECVNIↃ, ha figura quasi di canale chiuso da un lato con larga falda intorno fino allo sbocco (ivi, n. 3). Fu raccolta la terza di molto maggior grandezza della prima il 18 Aprile del medesimo anno, fatta incidere, e pubblicata poi nel volume IV del Museo Borbonico Tav. XXIX n. 2. In questa son figurati tre scudetti, in quel di mezzo si rappresenta un busto di Ercole armato di clava, nei due laterali due protome puerili di prospetto con alette, che loro spuntano dal collo (ivi, n. 4).

Il dotto Rosini osservando che due di esse erano marinis emblematis onustae, fu d’avviso, che fossero servite una volta a soldati di marina. Ecco le sue parole: Est quoddam armorum genus eruditis adhuc ignotum, quod parvae peltae speciem refert uno in latere armatae, in reliquis vero rectae, habetque inferius cavitatem, qua brachiis e cubito humerum tenus aptari commode queat, cuius schema marinis emblema-