Pagina:Raccolta di proverbi bergamaschi.djvu/45

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l’onesto, perde il manico e il cesto — Eppure diventa ognora più generale una febbre ardentissima di guadagni, una sete inestinguibile di nuovi godimenti; donde un’agitazione continua degli animi ed una esistenza sempre più lontana da quella felicità che deriva dai sapere contentarsi di poco.
Bisogna fa com’ as’ pöl e miga com’ as’ völBisogna fare come si può e non come si vuole.
Chi sia bene non si mova — È sempre ripetuto in questa forma. Qui bien est ne se remue, ed anche Qui est bien s’y tienne, dicono i Francesi.
Ol Sinùr al völ nigù de contéćIddio vuole che nessuno sia contento — Gli uomini non dovrebbero accusare Iddio, ma la loro insaziabilità; onde sarà più giusto il dire:
L’om nó l’è mai contétL’uomo non è mai contento — e
Nissù è contét del sò stàtNessuno è contento del proprio stato. — Optat ephippia bos piger, optat arare caballus (Orazio).


CONTRATTAZIONI, MERCATURA.


A ciapà, ciapà söbetA pigliare non essere lente — mentre
A pagà s’è semper a tép — ed anche
A pagà mè es lenć perchè ’l pöl nas di assidènc de no pagà piò nièntNon t’affrettare a pagare, A pagar non esser corrente; ed i Tedeschi: Mit Bezahlen und Sterben hat es Zeit, che dai Toscani si traduce: Alla morte e al pagamento indugia quanto puoi. Il nostro proverbio, che consiglia di indugiare il pagamento perchè può darsi l’accidente di non pagare più niente, è molto immorale: è pru-