Pagina:Reclus - L'Anarchia, 1910.djvu/9

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fede di innumerevoli e inutili carte bleu, lo stato sociale sarà minacciato molto seriamente!

In presenza della profonda evoluzione, irresistibile, che si determina in ciascun cervello d'uomo, come sciocche e senza senso comune sembrano le grida ostili da forsennati che si lanciano contro i novatori! Che importano le parole turpi rovesciate loro addosso da una stampa obbligata a compensare con tanta prosa sussidi inconfessabili, che importano anche gli insulti proferiti in buona fede contro noi da quei devoti «santi ma semplici» che portavano legna da ardere sul rogo di Giovanni Huss?

Il movimento che ci trascina non è determinato da semplici energumeni e da poveri sognatori, ma da tutta la società intera. Esso è divenuto necessario alla evoluzione del pensiero, ormai fatale, ineluttabile, come la rotazione della terra e degli astri.

Tuttavia un dubbio potrebbe sorgere, se cioè l’anarchia può mai esser altro che un ideale, un esercizio intellettuale, o un elemento di dialettica; se può avere una realizzazione concreta; se è possibile un organismo spontaneo in cui le forze libere dei compagni che lavorano in comune possano svilupparsi senza un padrone che loro comandi.

Questo dubbio può essere facilmente dissipato. Organismi libertari sono esistiti in tutti i tempi; e se ne formano incessantemente di nuovi, ogni anno più numerosi, secondo il progresso delle iniziative individuali.

Potrei, fra l'altro, citare alcune popolazioni, dette selvaggie, le quali anche ai giorni nostri vivono in una perfetta armonia sociale senza bisogno di capi, di leggi, di barriere e di polizia. Ma non insisto su questi esempi, che pure hanno la loro importanza, poichè temo che mi si obbietti la poca complessività di quelle società primitive, in paragone al nostro mondo moderno, organismo immenso in cui si intersecano altri innumerevoli organismi con una complicazione infinita.

Lasciamo dunque da parte queste tribù primitive per occuparci soltanto delle nazioni già formate, aventi tutto un sistema di organizzazione politica e sociale.

Certo, nei tempi storici, io non saprei citarvi alcun popolo che propriamente sia stato costituito in società del tutto anarchica, perchè in tali periodi gli uomini si sono trovati sempre in uno stato di lotta fra elementi diversi non ancora solidali; ma ciò che facilmente può essere constatato è che ciascuna società parziale, benchè non fusa in un insieme armonico, tanto più era prospera e produttrice quanto più era libera, quanto meglio vi si riconosceva e stimava il valore personale di ciascun individuo.

Dopo le età preistoriche in cui le società nacquero alle arti, alla scienza, all’industria, senza che annali scritti abbiano potuto conservarcene la memoria, i più grandi periodi della vita delle nazioni sono stati quelli nei quali gli uomini, commossi e sollevati dalle rivoluzioni, meno ebbero a soffrire delle lunghe e pesanti strettoie di un governo regolare.

Due grandi periodi infatti nella umanità ci sono stati, insigni per il movimento di scoperte, per la efflorescenza del pensiero, per la magnificenza dell’arte, e questi furono appunto in tempi torbidi, in momenti di «pericolosa libertà». L’ordine regnava nell’immenso impero dei Medi e dei Persiani, ma nulla di grande ne usci, mentre la Grecia repubblicana, agitata senza requie, tormentata da continue scosse, ha dato la luce agli