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Pagina:Regno di Sardegna - Proclama 13 ottobre 1821 (Carlo Felice).djvu/3

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Magistrati, siate i difensori dell’innocenza, ed il terrore de’ rei; il povero al par del ricco trovi in voi assistenza e sostegno, e lo spirito di cupidigia e di prepotenza s’arresti e tremi al vostro aspetto.

Pubblici Amministratori, presiedano a’ lavori vostri considerazione matura, e vigilante esattezza; nè si allontani da voi il pensiero d’un severo risparmio della pubblica sostanza. Abbiano accesso a voi le doglianze de’ privati, e giuste ottengano ajuto e favore.

Guerrieri nostri fedeli, se sciagurati individui dell’Esercito hanno macchiato le loro bandiere, il grido d’esecrazione, con cui li disperdeste, ha conservato alle vostre il primiero splendore, e la grazia Sovrana.

Noi Ci compiaceremo nel riconoscere coloro, che nelle passate vicende più vivi mostrarono i sensi d'amore al proprio dovere, e di divozione alla persona del Re mio fratello e mia.

Impiegati tutti del nostro Regno, Noi vogliamo in voi religiosa condotta, attività e zelo nell’esatto adempimento de’ vostri doveri, ed illimitato attaccamento al nostro Governo, nè soffriremo che in altro modo si arrivi ad ottenere il premio del merito. La freddezza e l’indifferenza nell’esercizio degli impieghi non sarà da Noi tollerata; i Capi de’ diversi Dicasteri risponderanno verso di Noi della condotta degli impiegati inferiori.

Padri di famiglia, amare vicende vi dimostrano pur troppo la necessità di vegliare attentamente all'educazione, ed alla condotta de’ figli vostri. La paterna autorità sarà da Noi sostenuta e protetta.