Pagina:Replica del dottor C. Cattaneo alla Risposta dell’ing Giovanni Milani.djvu/12

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284 REPLICA ALLA RISPOSTA

sa Dio perchè, 137,599 in luogo di 133,336, ch’è il numero giusto; e l’errore corso una volta, senza che nessuno se ne accorgesse, passò nelle tavole a stampa”. (§ 365.). E chi sa quanti altri simili errori saranno trascorsi, senza che nessuno se ne accorgesse, in 150 miglia di livellazioni non connesse nè ribattute, fra tante mani e con continui cangiamenti di persone; poichè, quando il capo non sa ciò che si comandi, se gli errori germogliano da ogni parte, non è quello il caso di piangere, e di dire sa Dio perchè!

E gli onesti ammiratori del sig. Milani non ci diranno che in buona fede valga il dire che «la posizione delle orizontali dai profili è un fatto arbitrario dipendente dalla volontà degl’ingegneri» (§ 363). Poichè l’ingegnere ha bensì l’arbitrio di scegliere piuttosto l’uno che l’altro punto, a cui riferire le altezze del suo profilo: piuttosto la soglia del Duomo di Milano, che quella di S. Antonio di Padova; ma quando, scelto il punto, dice, a cagion d’esempio, che la sua linea di livellazione comincia all’altezza di quattro metri sopra la soglia del Duomo di Milano, ciò debb’esser vero, assolutamente e precisamente vero. E se nello stesso foglio attribuisce a un medesimo punto due diverse altezze, questo non è atto d’arbitrio, ma prova d’imperizia; e quando ciò dipende da errore di massima, tutto l’edificio de’ suoi progetti si risolve in costoso fumo. In questo caso fu un milione gettato in mare.

L’intento principale della nostra Rivista era quello di ristabilir l’opinione per la strada rettilinea da Milano a Brescia, già da noi proposta nel 1836, adottata dalla Commissione fondatrice nel maggio 1837, assegnata da studiarsi all’ingegnere Milani nell’adunanza generale del 21 agosto di quell’anno 1, fatta livellare da lui alla meglio, e con un grande involucro d’errori ridotta a figura di Progetto nel 1838; e d’allora in poi chiamata, per travaso di proprietà, la linea Milani. Ma siccome egli, in forza d’un illegale e assurdo suo contratto, pretendeva d’avere avvinta l’esecuzione di questa non sua linea alla sua persona: e per esser egli alla fine entrato in gravi dissidj coi direttori, molti in Venezia non volevano più udir parola della linea retta, solamente perchè non volevano avvilupparsi di nuovo

  1. Vedi gli Atti officiali