Pagina:Ricordanze (Rapisardi).djvu/16

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Questa mia giovinezza che mi fugge,
E l’anima si strugge
A ripensar le inquiete e senza arrivo
Agonie de la mia bruna giornata,
30E la mente affannata
Nel sereno del ciel cerca riposo
E nel sorriso di natura Iddio,
Se la mite fragranza ed il festivo
Biancheggiar di tue cime a te mi volge,
35O mandorlo innocente,
Solitario e piangente
Al tuo piede m’assido,
E a quella solitudine fedele,
Ov’è Dio che m’ascolta, il pianto affido.

     40Ah! tu i fiori rimetti,
O mandorlo precoce,
E primavera affretti!