Pagina:Rime (Cavalcanti).djvu/143

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 129 —

Sonetto.


Amore e monna Lagia e Guido ed io
     possiamo ringraziare un ser costui
     che ’nd’à partiti... sapete da cui?
     4No ’l vo’ contar per averlo in oblio.

Poi questi tre più no v’ànno disio,
     ch’eran serventi di tal guisa in lui,
     che veramente più di lor non fui
     8imaginando ch’elli fosse Iddio.

Sia ringraziato amor, che se n'accorse
     primeramente, poi la donna saggia
     11che in quel punto li ritolse il core:

e Guido ancor che n’è del tutto fore,
     ed io ancor, che ’n sua virtute caggia:
     14se poi mi piacque no ’l si crede forse.

Ca e discendenti ed Ms. Le differenze sono minime: solo al v. 8 Ms: dà per «elle» di Ca un «lui» che non vale come soggetto: ma che però dinota una tradizione favorevole al maschile. E’ facile quindi mutare in «elli» la versione di Ca.