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La critica del darwinismo è stata spesso ingiusta, dimenticando che molti problemi oggi in discussione sono stati messi sul tappeto dalla geniale opera del Darwin, il cui valore scientifico consiste, a parer mio, principalmente in questo, ch’essa affermò la possibilità della indagine in un campo, che pareva chiuso all’investigazione scientifica, e additò nei procedimenti degli orticultori e degli allevatori la via da seguirsi per un’analisi sperimentale del problema della specie. Così essa fu un fattore importantissimo di progresso per le scienze biologiche. La denigrazione del darwinismo da parte di alcuni biologi moderni mi pare eminentemente anticritica. Le obiezioni da loro fatte non hanno nè meno il pregio della novità e le frasi di altezzoso disprezzo con cui essi affettano di giudicare quella teoria, dimostrano ch’essi non ne hanno capito l’importanza, se non altro, storica. Come spiegare altrimenti che il Driesch si meravigli del fenomeno che il darwinismo abbia «menato pel naso» una generazione di naturalisti e che il Dreyer lo definisca una «malattia inglese» da cui urge guarire? Al De Vries spetta, oltre i tanti, il merito di aver rimesso il darwinismo nella sua vera luce.


Università di Palermo, Marzo, 1907.