Pagina:Rivista di Scienza - Vol. I.djvu/110

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atto che sarebbe stato prescritto in antecipazione e per sempre, a un ordine che sarebbe stato imposto alla natura delle cose da una potenza superiore e le diamo il nome di legge1.

La legge scientifica non esprime semplicemente una verità generale, che sia valida senza eccezioni, come quando si dice che la somma degli angoli di un triangolo è eguale a due retti; non indica solo una uniformità osservata in ogni caso nelle manifestazioni della realtà, come quando si dice che l’oro pesa 19 ½ volte l’ugual volume d’acqua, che gli uccelli fanno uova, o che i pesci respirano con le branchie; non denota la successione regolare di fenomeni simili, come quando si parla dell’alternarsi del giorno e della notte, dell’estate e dell’inverno, del flusso e del riflusso; e non significa neanche la semplice connessione costante tra causa ed effetto, perchè quando io affermo che l’acqua ha un dato punto di congelazione e di ebullizione, che l’uomo senza aria o senza alimento muore, accenno non a leggi, di cui così se ne potrebbero fare a milioni, ma solo a casi singoli di effetti risultanti da cause più generali. E sono appunto queste cause più generali e primarie che la legge vuole ricercare. Così quando dico che il caldo aumenta e il freddo diminuisce il volume dei corpi, alludo ad una causa prima e mi trovo di fronte ad una legge, perchè non mi riferisco più a semplici manifestazioni concrete, ma a forze operanti in un dato modo. Ora gli effetti costanti di forze sono l’oggetto proprio della legge scientifica; così ad esempio è una legge scientifica che tutti i corpi si attraggono in ragione diretta della loro massa e in ragione inversa del quadrato della loro distanza.

E questo concetto di legge, ricavato dai processi della natura inorganica, si applica ai fenomeni biologici, di quanto derivano da forze che producono la vita, si applica alle leggi psicologiche e sociali, in quanto derivano da forze psichiche agenti sugl’individui o sulle masse, e si applica anche alle leggi economiche, in quanto derivano da forze psichiche indirizzate allo scopo di soddisfare i bisogni umani secondo il principio del minimo mezzo2. Difatti il fenomeno economico sorge dall’opposizione tra i bisogni infiniti dell’uomo e i

  1. A. Franck - Dictionnaire des sciences philosophiques. Paris, 1875, p. 974.
  2. G. Rümelin - Reden und Aufsätze. Tübingen, 1875, p. 2-9.