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analisi critiche e rassegne 379

lenberg alla ipotesi di Arrhenius, concludendo che esse non sono tali da far rigettare la teoria.

In un articolo: The rusting of iron, W. Davis confronta le diverse teorie emesse per spiegare il meccanismo dell’irruginimento del ferro e giunge alla conclusione che per produrlo è necessaria la presenza simultanea di acqua contenente disciolto acido carbonico e dell’ossigeno atmosferico. I vari acciai e ghise resistono diversamente secondo la loro diversa struttura.

J. Reynolds Green - Recent works on protein-hydrolisis. - Contiene un riassunto delle ricerche recenti sui prodotti ultimi di scissione delle proteine e sui vari enzimi che sono gli agenti di queste decomposizioni.

S. S. Pickles, sotto il titolo Chemistry of Indiarubber, parla della composizione dei caucciù e dei fatti che possono condurre a stabilire la vera costituzione di questa sostanza. Dopo aver detto dei suoi prodotti di scissione: i terpeni isoprene e limonene e di altri derivati, l’A. riferisce i recenti lavori di Harries il quale mediante l’azione dell’ozono ottenne aldeide levulinica, lavori che formano finora il più importante contributo alla soluzione di questo problema.

S. B. Schryver - Marcel Nencki. - Contiene un cenno biografico ed un riassunto dell’opera del celebre chimico-fisiologo polacco, morto pochi anni or sono. Como è noto i lavori principali di Nencki si riferiscono alla costituzione dei due pigmenti colorati del mondo vegetale ed animale, la clorofilla e la emoglobina, che egli riconobbe come derivanti entrambe dalla stessa sostanza madre, l’emopirrolo.

N.° 4. (Apr. 1907). - W. E. Lishman in un articolo The relationship of mining to science, parla della necessità di una applicazione sempre più larga dei principî della scienza moderna alla industria mineraria.

James C. Philip - Recent experimental works on osmotical pressure. - L’A. rileva anzitutto che il numero delle esperienze quantitative eseguite intorno alla misura della pressione osmotica, dopo quelle classiche di Pfeffer che servirono di base al van ’t Hoff per stabilire la sua teoria delle soluzioni diluite, sono estremamente scarse, sopratutto avuto riguardo alla fondamentale importanza dell’argomento. Egli riferisce su due notevoli serie di determinazioni eseguite ultimamente da Lord Berkeley e Hartley e da Morse e Frazer. I valori numerici ottenuti da questi ultimi sperimentatori sono concordanti con quelli che si calcolano in base alla teoria di van ’t Hoff; invece quelli dei due primi che operavano su soluzioni più concentrate, sono assai più elevati dei valori teorici: vanno però d’accordo con quelli calcolati per le stesse soluzioni dalla misura della tensione di vapore. Le deviazioni