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il concetto di specie in biologia 87

implicitamente ammessi, sebbene non rigorosamente determinati, gruppi naturali reali, e il concetto di «specie», cioè d’un gruppo elementare, corrisponde per molti darwinisti e neo-darwinisti, a una realtà e non ad una astrazione.

Il Weismann, il capo riconosciuto del neo-darwinismo, cosi si esprime:

«Noi vediamo dunque che il concetto di specie è, in un certo senso, pienamente giustificato; noi incontriamo, certo, in date epoche un dissolvimento del tipo fisso di specie, la specie diviene variabile; ma ben presto la confusione delle forme si rischiara di nuovo e ne vien fuori una nuova forma più fissa, una nuova specie, la quale ora per una lunga serie di generazioni rimane la stessa, finché anch’essa comincia a oscillare e si trasforma in una nuova specie. Se facessimo delle sezioni attraverso quest’albero genealogico a diverse altezze, incontreremmo sempre varie specie ben circoscritte, che localmente non darebbero a vedere forme di transizione, le quali noi troveremmo nelle sezioni precedenti».1.

Il Weismann ritiene la specie essere «in prima linea un complesso di adattamenti: sia di adattamenti recenti appena acquisiti, che di antichi ereditati; complesso, che sarebbe potuto e dovuto essere diverso, se si fosse prodotto sotto diverse condizioni di vita».

«Ma», egli soggiunge, subito dopo aver data questa definizione, «le specie non sono soltanto complessi di adattamenti; sibbene anche semplici complessi di variazioni i cui singoli costituenti non sono tutti adattamenti, non tutti, cioè, raggiungono i limiti dei buono e del cattivo. Dal terreno della libera variazione fortuita crescono su tutte le modificazioni, come tutte le piante d’una foresta dal suolo di questa; non tutte diventano alberi; degli adattamenti, che determinano essenzialmente il carattere della foresta, cioè della specie, molti rimangono piccoli e bassi, e anche questi contribuiscono a dare il carattere della foresta, sebbene in linea subordinata....»2.

Questo esplicito riconoscimento della reale esistenza delle specie da parte del Weismann è ben lungi dall’esprimere l’opinione di tutti coloro che hanno svolta la loro attività scientifica nell’indirizzo trasformistico. Questo doveva, col

  1. Weismann - Vorträge über Deszendenztheorie, 2a ediz. G. Fischer. Jena, 1904, p. 256.
  2. Loc. cit.