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P. Boutroux, «La théorie physique de M. Duhem et les Mathématiques». Analizzando l’ufficio che P. Duhem attribuisce alle Matematiche nella costruzione della teoria fisica, combatte l’opposizione tra fatti fisici e fatti matematici, rivendicando l’ufficio dell’esperienza anche nell’evoluzione delle Matematiche.

[L’incontro fortuito in un medesimo fascicolo degli articoli di Borel e Boutroux è sommamente interessante. Alle opinioni di Duhem ci piacerebbe anche vedere opposta una valutazione più giusta, cioè meno esagerata, del valore delle Matematiche rispetto alla Fisica].


Revue du Mois. (10 juin 1907). — E. Brücker, «La Classe dialoguée dans l’enseignement des sciences naturelles». Spiega il metodo d’insegnamento delle scienze naturali che consiste nel guidare le osservazioni degli allievi al riconoscimento dei fatti; metodo induttivo ed euristico che toglie di mezzo l’ingombro dei nomi tecnici, esercita le facoltà d’osservazione, educa lo spirito di sintesi. L’applicazione pratica di questo metodo dà resultati eccellenti nelle classi non troppo numerose.

[L’opinione del Brücker ci sembra degna del più largo plauso. L’esempio dovrebbe essere seguito. Il solo ostacolo vero s’incontrerà nella condizione molto più difficile che viene fatta all’insegnante!].

(10 juillet 1905). E. Rignano, «La valeur syntétique du transformisme». Illustra le feconde conseguenze portate nella direzione del lavoro biologico dall’ipotesi dell’evoluzione, ponendo in luce come a questa si riattacchi la posizione dei problemi fondamentali concernenti la vita.


Rivista di Psicologia applicata alla Pedagogia e alla Psicopatologia. (Bologna, luglio-agosto 1907). — Mario Calderoni, «La volontarietà degli atti e la sua importanza sociale». Cerca di definire (da un punto di vista esterno) gli atti volontarii come quelli che «possono essere modificati dalla previsione delle conseguenze». È condotto di qui a notare contro la tesi dell’inefficacia della pena sostenuta dalla scuola penale di Lombroso-Ferri, che la pena si sperimenta efficace sopratutto verso coloro che non delinquono ma delinquerebbero se quella non fosse.

[Le osservazioni del Calderoni intorno alla responsabilità penale richiedono forse soltanto qualche aggiunta che valga a discriminare i due casi di responsabilità, nel dolo e nella colpa].


Bollettino di Matematica. — (Bologna, agosto-settembre 1907). Giovanni Vailati, «L’insegnamento della Matematica nel primo triennio della Scuola secondaria». Svolge un programma sperimentale-induttivo di Matematica e ne spiega le ragioni.