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analisi critiche e rassegne 395


un pò troppo semplicista, in base alla quale abbiamo supposto Φ = 0, estendendo al caso di una carica in moto il compenso delle azioni interne, che ha luogo in elettrostatica.

Conviene perciò approfondire l’influenza dell’autocampo.


Ricerche di Abraham1 e di Sommerfeld2 - Movimenti quasi-stazionari.

Riprendiamo la formula

2) m • a = F + Φ + Ψ,
senza trascurarvi alcun termine. Nel primo membro sta il prodotto della massa materiale m della carica e, che si considera, per l’accelerazione del rispettivo baricentro.

Il secondo membro è assai più complicato: specialmente il termine Φ, che è la risultante delle azioni mutue dei singoli elementi de. Si tratta di azioni, che dipendono dalla posizione e dalla velocità, con l’aggravante che neppure si possono considerare stati di moti sincroni per tutti gli elementi, ma si deve tener presente che l’azione di un generico elemento potenziante impiega del tempo a propagarsi, e quindi, per arrivare in un certo istante all’elemento potenziato, deve essere partita con debita anticipazione. Φ dipende insomma dallo stato di moto dei singoli punti della carica, non solo nell’istante attuale, ma anche in un intervallo di tempo ad esso anteriore; certo assai breve, date le dimensioni, generalmente molto piccole, della carica e la grandi velocità di propagazione, ma pur sempre finito.

In queste condizioni, non si può pretendere di trarre a fil di logica da una sola relazione di insieme, come è la (2), alcuna previsione concreta sull’andamento del moto.

Il problema, preso nella sua integrità, esigerebbe la considerazione simultanea di tutte le (1) per ogni punto geometrico dello spazio occupato dalla carica.

Per semplificare e per sfruttare la (2) nel miglior modo, ricorreremo all’artificio di introdurre qualche ipotesi complementare, intuitivamente accettabile senza ripugnanza.

A dir il vero, un primo tentativo in questo senso lo abbiamo già fatto, provandoci a supporre che seguiti a sussistere il principio di reazione (Φ = 0); ma abbiamo riconosciuto che l’ipotesi

  1. Theorie der Elektricität, vol. II (Elektromagnetische Theorie der Strahlung), Leipzig, Teubner, 1906, Cap. III.
  2. Zur Elektronentheorie, I, II, III, «Göttinger Nachrichten», 1904-1905. — Simplified Deduction of the field, ecc., «Ak. van Wetenschappen te Amsterdam», Proceedings.... (ediz. inglese), Novembre 1904.