Pagina:Rivista di cavalleria (Volume I, 1898).djvu/114

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114 rivista di cavalleria

mai dietro a lui, ma venirgli da fianco. Infatti quello arrivo di 38 squadroni sulla destra di quei che combattono, a dispetto della nebbia, è lo arrivo della vittoria in quella parte del campo di battaglia. Tartari, spai, giannizzeri vanno a rifascio, nel nebbione, cacciati da quella nuova onda di cavalli. E la cavalleria imperiale, spazzatosi il campo dinanzi, fa, come può, guidata dal Pàlffy, dal Mercy ecc., un cambiamento di fronte a sinistra e viene a trovarsi sul fianco sinistro del nemico, come voleva il Principe Eugenio. Ella ha dunque fatto la parte sua, nonostante la nebbia. Ora non le rimane più da fare altro che seguitare ad avanzarsi nella nuova direzione, pur badando sempre alla sua destra, che può essere minacciata da nuovi attacchi di cavalleria: approfitterà del disordine immenso in cui sono i nemici, si metterà d’accordo colla fanteria del corpo di battaglia, che anch’essa si avanza combattendo, farà strage e sbaraglio, prenderà ad una ad una le batterie dell’ala sinistra nemica. Sono circa le 8 e la nebbia si dirada rapida, già si veggono le alture che segnano la via da seguire, la meta della vittoria decisiva.

Qui però bisogna dire che la nebbia fu molto più giovevole che dannosa a quella brava cavalleria, che col suo aiuto potè sorprendere i nemici, spaventarli, disorientarli e metterli in una confusione, di cui ella dal canto suo per virtù della sua buona e forte disciplina e dei suoi eccellenti condottieri non aveva da temere. Si può dire che quel velo accrebbe la sua potenza col prestigio dell’ignoto e le diede un aspetto più minaccioso. Le gravissime perdite ch’ella soffriva non bastarono ad arrestarla, non le vedeva il nemico e neppure essa le vedeva. I Turchi che le vennero a fronte poterono credere di aver sulle braccia tutto l’esercito di Eugenio.

Vediamo ora che cosa facesse in quel mentre l’altra ala della cavalleria imperiale.

Dalle descrizioni che si hanno della battaglia parrebbe che gli squadroni del Montecuccoli perdessero qualche tempo nello uscire dal campo a cagione del non essere stati riconosciuti prima gli sbocchi.

Comunque sia, la battaglia era già cominciata da almeno un’ora all’ala destra allorchè, tra le 5 e le 6, la prima schiera dell’ala sinistra, andando a passi contati, brancolando tra la