Pagina:Rivista di cavalleria (Volume I, 1898).djvu/116

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116 rivista di cavalleria

contrarietà della sorte. Tranquillo non poteva essere in quel momento, ma era impavido.

Ed ecco la nebbia svanisce, la grande scena della battaglia appare, le due vallette, a destra verso la Sava, a sinistra verso il Danubio, le lunghe schiere delle due parti, scompigliate e spezzate, le alture in faccia e le batterie turche, che cominciano a tuonare, più indietro il grande accampamento nemico, e più indietro i monti; sù in alto il sole.

Eugenio vede un vuoto assai grande tra le due ali della sua fanteria, nel mezzo del suo corpo di battaglia, nel quale sta per far punta a massa il nemico; vede quasi tutta la sua armata sviata a valle verso destra; nulla di sue truppe dinanzi a sè e verso sinistra, nella direzione del punto, secondo lui, decisivo, dov’egli intendeva avere avviato 80 squadroni e la metà della sua prima schiera di fanteria, niente altro che Turchi da quella parte.

Ma vede che la sua ala destra va innanzi innanzi, che la cavalleria del Fàlffy è già sul fianco del nemico. Il suo disegno era stato «di cominciare e vincere la battaglia per la sinistra, conquistando l’altura (di Bajdina), ma invece la destra s’è avvantaggiata, et c’est par elle qu’on a pris l’ennemi en flanc» . Lo effetto della nebbia!

Manda alquanti battaglioni della seconda schiera di fanteria a chiudere il vuoto nel centro; con altri, accompagnati da artiglieria, forma un nuovo corpo d’ala sinistra indirizzato alla gran batteria turca, ove la battaglia dev’essere decisa. A questi si uniscono parecchi squadroni della cavalleria del Montecuccoli, che si sono riordinati e orientati; altri caricano gli spai e i giannizzeri minaccianti da fianco. E tutto riesce secondo i desideri di Eugenio.

All’assalto della gran batteria, ossia dell’altura di Bajdina, ove i Turchi si sono raccolti a folla, concorrono fanti, cavalli e cannoni. Pochi battaglioni bavaresi, al soldo dell’Imperatore, condotti dal tenente-maresciallo conte Maffei — un italiano al servizio dell’Elettore Massimiliano Emanuele di Baviera — s’inerpicano primi su per l’altura, si lanciano dentro al trinceramento turco, a petto a petto coi nemici; altri battaglioni sopraggiungono; la batteria è presa, e così pure tutte le altre dal corpo di battaglia e dalla cavalleria dell’ala destra.