Pagina:Rivista italiana di numismatica 1888.djvu/129

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104 cronaca

eleganza nella composizione, finitezza nell’esecuzione e ricchezza negli ornamenti. Il capo della divinità è volto di solito di faccia ed è espresso ad alto rilievo.

Il quarto da Alessandro Magno sino alla morte di Lisimaco, 336-280, segna la fine della buona arte. La testa à notevole per la manifestazione del sentimento, l’occhio è tenuto alquanto profondo e le ciglia sono meglio rilevate. La figura umana del rovescio è più svelta ed i muscoli del corpo sono più fortemente indicati. Su ambedue i lati apparisce l’influenza della scuola di Lisippo. Il tipo più frequente del secondo lato è una figura seduta, che nell’aspetto e nella posa ricorda il Giove etoforo delle monete del grande Alessandro.

Col quinto periodo, 280-146, incomincia la decadenza dell’arte. Le monete di questo tempo portano moltissimi ritratti di re dell’Egitto, Siria, Battriana, Ponto, Bitinia, Pergamo, Macedonia, Sicilia e di altre regioni. Per le vittorie de’ Romani su Antioco di Siria e Filippo l’di Macedonia molte città greche riacquistata la libertà, riprendono a fabbricar moneta sia col proprio nome, sia ad imitazione di quelle di Alessandro tuttavia molto diffuse e ricercate, ma con l’aggiunta di propri contrassegni o coli’ indicazione de’ magistrati. Fra le prime sono da annoverarsi le tetradramme di Atene di nuovo stile. In Italia, ove i Romani hanno incominciato a monetare l’argento, cessano le altre zecche autonome; nell’Africa le monete di Cartagine vanno decadendo rapidamemte nello stile, nell’esecuzione e nella qualità del metallo. Dal lato artistico le monete dell’Asia sono di gran lunga superiori a quelle della Grecia propriamente detta e dell’Occidente.

Nel seguente periodo di progressiva decadenza, 146-27, sono da collocarsi le tetradramme grandi e piatte di basso stile di Maroneja nella Tracia e dell’isola di Tasso. Atene, quasi unica zecca per l’argento nella Grecia, continua fino alla conquista di Silla ad emettere una grande quantità di queste monete. Nell’Asia Minore sono notevoli i cosidetti cistofori; più ad Oriente perdura la serie dei principi di Siria ed Egitto; laddove le monete della Battriana vanno perdendo il loro carattere ellenico e terminano co1l’assumere puramente quello indiano. I soli coni di qualche pregio artistico sono quelli che portano il ritratto ideale